
About
Ho capito di essere molte cose, più di quanto mi aspettassi di diventare. Oggi vedo chiaramente come ogni ruolo intrapreso nel mio percorso sia, spesso inaspettatamente, interconnesso a quello precedente. Al centro di tutto ciò che faccio riconosco un centro di gravità comune: la mia esperienza personale, situata e politica, attraversata da pratiche femministe, artistiche e magiche che mi accompagnano sin dall’infanzia.
Ogni mia scelta è un’espressione di questo intreccio, dove la vita e la politica non possono essere piani separati, ma anzi, un’unica, indivisibile realtà. Non sono mai stata adatta a fare compromessi e ho sempre desiderato partecipare attivamente al mondo con una posizione che non conosce neutralità.
Mi sono formata in Filosofia all'Università di Milano e, molti anni dopo, in Women’s and Gender Studies all’Università Alma Mater di Bologna e all'Universidad de Granada. Per oltre 10 anni ho lavorato come curatrice culturale, ricercatrice e docente accademica. Ho esplorato l'arte come azione politica ed esperienza corporea e intersezionale. Continuo a viverla così, seguendo un approccio che unisca teoria a pratica incarnata, un altro modo per ricordare che il politico è personale e il personale è politico.
Dal 2022 integro nella mia pratica l’utilizzo dei tarocchi e dell’astrologia come strumenti di indagine, utilizzati per esplorare le dinamiche interiori e collettive in una prospettiva transfemminista e queer. Cerco continuamente di mettere in discussione qualsiasi sistema di conoscenza che arriva dall’alto e ripensarlo da una posizione opposta.
Parallelamente, negli anni, il confronto con la perdita mi ha spinta a cercare risposte nelle mie origini siciliane e ho ripreso il mio rapporto con la storia del folklore italiano, ritrovandolo come forma di radicamento e memoria.
La magia è diventata, in tutto questo, espressione critica e strumento potente di liberazione e di contatto con una parte di me che sente sempre di più l’esigenza di dire la sua.
Riappropriarmi del caos della magia è un atto di resistenza, quindi sì, potete chiamarmi strega, senza riserve.
Infine, sono doula di fine vita. Affiancare le persone nelle fasi finali della vita e del lutto è una naturale continuazione del mio percorso. Implica prendersi cura delle persone e delle loro emozioni nel momento di maggiore vulnerabilità, prestare attenzione ai rituali, riflettere sull'esperienza del passaggio da questa vita all'altra e credere che il modo in cui affrontiamo la morte riveli tutto ciò che comprendiamo della vita.

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Ho capito di essere molte cose, più di quanto mi aspettassi di diventare. Oggi vedo chiaramente come ogni ruolo intrapreso nel mio percorso sia, spesso inaspettatamente, interconnesso a quello precedente. Al centro di tutto ciò che faccio riconosco un centro di gravità comune: la mia esperienza personale, situata e politica, attraversata da pratiche femministe, artistiche e magiche che mi accompagnano sin dall’infanzia.
Ogni mia scelta è un’espressione di questo intreccio, dove la vita e la politica non possono essere piani separati, ma anzi, un’unica, indivisibile realtà. Non sono mai stata adatta a fare compromessi e ho sempre desiderato partecipare attivamente al mondo con una posizione che non conosce neutralità.
Mi sono formata in Filosofia all'Università di Milano e, molti anni dopo, in Women’s and Gender Studies all’Università Alma Mater di Bologna e all'Universidad de Granada. Per oltre 10 anni ho lavorato come curatrice culturale, ricercatrice e docente accademica. Ho esplorato l'arte come azione politica ed esperienza corporea e intersezionale. Continuo a viverla così, seguendo un approccio che unisca teoria a pratica incarnata, un altro modo per ricordare che il politico è personale e il personale è politico.
Dal 2022 integro nella mia pratica l’utilizzo dei tarocchi e dell’astrologia come strumenti di indagine, utilizzati per esplorare le dinamiche interiori e collettive in una prospettiva transfemminista e queer. Cerco continuamente di mettere in discussione qualsiasi sistema di conoscenza che arriva dall’alto e ripensarlo da una posizione opposta.
Parallelamente, negli anni, il confronto con la perdita mi ha spinta a cercare risposte nelle mie origini siciliane e ho ripreso il mio rapporto con la storia del folklore italiano, ritrovandolo come forma di radicamento e memoria.
La magia è diventata, in tutto questo, espressione critica e strumento potente di liberazione e di contatto con una parte di me che sente sempre di più l’esigenza di dire la sua.
Riappropriarmi del caos della magia è un atto di resistenza, quindi sì, potete chiamarmi strega, senza riserve.
Infine, sono doula di fine vita. Affiancare le persone nelle fasi finali della vita e del lutto è una naturale continuazione del mio percorso. Implica prendersi cura delle persone e delle loro emozioni nel momento di maggiore vulnerabilità, prestare attenzione ai rituali, riflettere sull'esperienza del passaggio da questa vita all'altra e credere che il modo in cui affrontiamo la morte riveli tutto ciò che comprendiamo della vita.